La cucina del lago di Como nasce da quello che c’era: il pesce del Lario, la farina di mais per la polenta, il burro e il pane, che non si buttava mai. Tanti piatti tipici sono modi per far durare il pesce oltre la stagione di pesca o per non sprecare niente.
Ecco quelli da provare almeno una volta, e quali trovi da noi a Lecco.
Il missoltino, il pesce essiccato del Lario
Il missoltino è un agone, un pesce di lago parente delle sardine. Si pulisce, si tiene sotto sale per due o tre giorni e poi si lascia seccare al sole per una decina di giorni. A quel punto si sistema a strati con le foglie di alloro nella «missolta», il contenitore da cui prende il nome, e si pressa perché si conservi a lungo: così il pesce pescato d’estate, tra giugno e luglio, durava per mesi.
Prima di cucinarlo si lava in acqua tiepida e aceto. Poi bastano pochi minuti sulla griglia e un condimento di olio, aceto e prezzemolo. Il sapore è intenso e sapido, e il compagno di sempre è la polenta abbrustolita.
Il missoltino essiccato al sole è un Presidio Slow Food.

Il pesce persico
Il suo piatto più famoso è il riso con i filetti dorati nel burro e salvia, in bianco o come risotto. Gli abbiamo dedicato un articolo a parte, con la storia e la ricetta tradizionale del pesce persico del lago di Como.
Il lavarello
Il lavarello, chiamato anche coregone, nei laghi italiani non c’è sempre stato: è arrivato alla fine dell’Ottocento dai laghi svizzeri. Ha la carne bianca e magra e si cucina senza complicazioni, alla griglia o al forno.
Come altri pesci di lago si fa anche in carpione: fritto e poi lasciato qualche ora in aceto, cipolla e salvia, così durava qualche giorno in più.
La polenta, anche «uncia»
Sul lago la polenta accompagna quasi tutto il pesce. Tra Como e Lecco si fa anche «uncia», cioè unta: con burro fuso e formaggio in abbondanza.
La miascia, il dolce del pane avanzato
Tra i dolci della tradizione comasca c’è la miascia. È nata come piatto povero per non buttare il pane raffermo, che si ammolla nel latte e si cuoce con uova, zucchero, uvetta e frutta, di solito mele e pere. Una volta era un pasto vero e proprio, oggi si mangia a merenda o a fine pasto.
Gli sciatt, dalla Valtellina
Gli sciatt vengono dalla vicina Valtellina: bocconcini di formaggio in una pastella di grano saraceno, fritti. Da noi li trovi tra gli antipasti, nel piatto valtellinese con la bresaola.
Dove assaggiarli a Lecco
Al Ristorante Bar Canottieri, nel menù di questa stagione, ci sono i missoltini alla griglia con la polenta, gli spaghetti al profumo di lago con i missoltini, i ravioli al persico con burro e salvia e gli sciatt. Il menù cambia con le stagioni: quello aggiornato, con i prezzi, è nella pagina Menù.

Siamo dentro la sede della Società Canottieri Lecco, in via Francesco Nullo 2, con i tavoli sulla riva del lago, e siamo aperti a tutti, non solo ai soci. Per prenotare chiamaci al 345 947 2632 o scrivici dalla pagina Contatti.

